Il fotografo

IL FOTOGRAFO

Luce di taglio.
– Gira la testa, abbassati, ruota il collo, gira lo sguardo, piegati, soffia, così ferma… sorridi, perfetta. Ora pensa di essere sotto la ruota di un trattore, hai la gamba incastrata, soffri da bestia, fammelo vedere, dai su, brava, clic clic clic clic.
Scusa, GianMonaldo, secondo te che cazzo di faccia devo fare con una gamba sotto il trattore?
– Evita ora le domande idiote Shelly e toccati le tette… brava su… clic, clic, clic, clic… ora simula un orgasmo, lui è una furia… clic clic clic…
Perdona, GianMonaldo, mi spieghi che c’entra l’orgasmo con i biscotti Mattutino? A me hanno detto che devo lasciar cadere i biscotti nel latte e me li devo magnà, fine.
– Okay, Shelly, ma al mattino la brava mamma che prepara la colazione ai figli non tira più, hai capito? E’ maledettamente out. La troia che mangia il biscotto, invece piace. Quindi piglia il biscotto, passatelo fra le labbra, leccalo per bene, e poi mordilo pian piano. Non addentarlo, mi raccomando, il maschio non te lo comprerebbe manco morto. Dai, vai Shelly, su Shelly, clic clic clic, mordilo, leccalo, brava, clic clic clic, ora intingilo nel latte, così, mettici le dita dentro, clic clic clic, infilatele in bocca… fantastica Shelly, clic clic clic.
– GianMonaldo, c’è mio fio che me guarda con na faccia!! Mio fio dello spot, GianMonaldo. Che gli dico? De ‘sta tranquillo? Mamma c’ha avuto un momentaccio, eh?
– Tu non cogli il significato del complesso di Edipo, mia cara. Lui, il frignone, vede in te Giocasta. Stai cogliendo, Shelly?
Gio..chi? GianMonaldo, non mi parlare complicato. Da due ore che sto a mangiare biscotti. Sono a ventisei, per adesso, ho il mal di pancia. E devo fare la pipì. Damme tregua.
– No, Shelly, mi perdi il pathos, cristobeato. Spogliati, resta in slip… clic clic clic… così così…
Ma de mattina, GianMonaldo uno se veste, nun se spoglia. Io vado de loggica, non so poi che c’avete in mente voi. Vabbè io faccio, eh… e mo.. so nuda con dei biscotti sul tavolo. Li devo magnà?
– Stai per vivere una giornata drammatica. Borsa di Vuitton o di Chanel? Fai la faccia Vuitton? Grandiosa Shelly, clic clic clic clic, ora sparami quella Chanel…
Ma che dramma devo vivere, GianMonaldo.. sono casalinga col marito impiegato e ce strafoghiamo de sti cazzi di biscotti Mattutino, che me sanno de ovi marci, fra l’artro… Il dramma è che ce rimanemo secchi con la glicemia, GianMonaldo!
– Brava, la faccia da ovi marci è perfetta, Shelly…. Ti amo, Shelly.
Che fai GianMonaldo? Sei nudo… che me sta a significà?
– Una semplice distorsione percettiva, Shelly. A te pare che io lo sia, ma in realtà sono vestito. Vedi che bel cappotto che ho…
Sarà che sei istruito, ma io vedo ben altro, GianMonaldo. Che me stai a toccà?
– Ti pare, Shelly, tu senti mani che non ci sono…
SDENG!!!!!
– Ma sei pazza, Shelly, mi ha colpito in testa con un faro da 200 watt. Guarda mi esce tanto sangue…. Mi sento male… Svengo…
No, GianMonaldo, è una … come si chiama.. distorsione de sta minchia. Trattasi di un faro da 300, a te pareva da 200..
THE END

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